La SEO come l’abbiamo conosciuta negli ultimi anni sta affrontando una trasformazione profonda, forse la più radicale dalla nascita di Google. Con l’ascesa dei motori di ricerca generativi basati su intelligenza artificiale — come ChatGPT, Perplexity e le AI Overviews di Google — l’esperienza dell’utente è cambiata: non si ricevono più solo elenchi di link, ma risposte sintetiche, discorsive e contestuali.
Questa evoluzione sta riscrivendo le regole della visibilità online, portando alla diffusione di una nuova disciplina: la Generative Engine Optimization (GEO). Si tratta di progettare contenuti che siano così chiari, strutturati e autorevoli da essere scelti dalle intelligenze artificiali come fonti ufficiali per le loro risposte.
Cos’è la Generative Engine Optimization (GEO)
La GEO è l’evoluzione della SEO dedicata ai motori di ricerca che “ragionano”. Se la SEO tradizionale parla agli algoritmi di ranking basati sui backlink e sulle keyword, la GEO parla ai Modelli Linguistici (LLM). L’obiettivo non è solo scalare la classifica, ma:
- Aumentare le citazioni: fare in modo che l’AI faccia il nome della tua azienda mentre risponde a un utente che cerca una soluzione tecnica.
- Migliorare la chiarezza semantica: eliminare le ambiguità terminologiche affinché l’AI capisca esattamente la specificità del tuo prodotto.
- Facilitare l’estrazione dati: organizzare i testi in modo che l’AI possa “pescare” tabelle prestazionali e specifiche tecniche in un istante.
- Rafforzare l’autorevolezza (E-E-A-T): dimostrare Esperienza, Competenza, Autorevolezza e Affidabilità in modo che il modello AI ti consideri una fonte sicura.
Per un’azienda che opera nel settore industriale, tecnologico o dei servizi professionali, questo approccio è vitale. I decision maker oggi pongono domande tecniche complesse direttamente alle chat AI per fare una prima scrematura dei fornitori, saltando spesso la navigazione diretta sui siti web.
Come cambia la ricerca nel B2B tecnico e industriale
Nel settore B2B, il percorso d’acquisto è lungo, razionale e basato sulla fiducia. Un responsabile acquisti o un ingegnere non cerca più solo “pompe idrauliche”, ma pone quesiti articolati che riflettono problemi reali di cantiere o di produzione.
Con la diffusione dei sistemi generativi, osserviamo quattro nuovi comportamenti dominanti:
- Query conversazionali e lunghe: l’utente interagisce con il motore di ricerca come se parlasse con un consulente: “Qual è il miglior sistema di filtraggio per una cartiera che deve rispettare i nuovi standard di acidità 2026?”.
- Confronti diretti tra tecnologie: invece di cercare due schede tecniche separate, l’utente chiede: “Confronta i vantaggi del sistema X rispetto al sistema Y per un’azienda di medie dimensioni”.
- Richiesta di scenari “What-if”: l’utente cerca rassicurazioni operative: “Cosa succede se installo questo software su un’infrastruttura legacy?”.
- Sintesi delle recensioni e del sentiment: l’AI aggrega ciò che il web dice di te. Se il tuo brand è citato in forum di settore o testate tecniche, l’AI lo rileverà come segnale di affidabilità.

Comprendere il panorama degli LLM: non tutti i motori sono uguali
Per fare GEO in modo professionale, dobbiamo capire che diversi modelli AI “pescano” informazioni in modi differenti. Una strategia completa deve coprire queste tre direzioni:
Google AI Overviews (SGE)
Google utilizza il suo immenso indice web. Qui la GEO assomiglia molto alla SEO tradizionale: avere un sito veloce, responsive e con un ottimo schema è ancora fondamentale. Google predilige le fonti che confermano i dati ufficiali e che hanno un’ottima reputazione storica.
Perplexity e motori “Search-First”
Questi strumenti sono citazionisti puri. Inseriscono note a piè di pagina per ogni affermazione. Per essere citati qui, i tuoi contenuti devono contenere dati originali e proprietari. Se scrivi contenuti generici che si trovano ovunque, Perplexity non ti citerà.
ChatGPT e Claude (Modelli di ragionamento)
Questi modelli si basano su dataset di addestramento e navigazione in tempo reale. Per finire nelle loro risposte, la tua azienda deve avere una forte presenza basata sull’affidabilità.
Elementi chiave per una strategia GEO efficace
- Architettura dell’informazione e struttura semantica
L’AI ama l’ordine. Suddividere i testi in paragrafi logici con intestazioni (H2, H3) parlanti aiuta i modelli a estrarre risposte.
- Definizioni “Spot”: inserisci all’inizio dei tuoi articoli definizioni brevi e precise (60-70 parole). Sono il “cibo” preferito per i riquadri di risposta dell’AI.
- Esempi d’uso reali: non limitarti alla teoria. L’AI usa questi esempi per spiegare i concetti agli utenti.
- FAQ Dinamiche: non le solite domande scontate, ma risposte a obiezioni tecniche vere che i tuoi commerciali sentono ogni giorno.
- Topic Authority (Autorità tematica)
Nel 2026, cercare di posizionarsi per parole chiave singole è una strategia perdente. Bisogna costruire dei Topic Hub. Se la tua azienda si occupa di “automazione logistica”, devi creare un ecosistema di contenuti che tratti il tema a 360 gradi: software, hardware, normative, sicurezza e manutenzione. Questo segnala all’AI che sei l’autorità indiscussa del settore.
- Ottimizzazione del Brand Sentiment
La GEO guarda anche oltre il tuo sito. Cosa dicono di te le testate giornalistiche? I tuoi dipendenti su Glassdoor? I clienti su Google? I modelli generativi creano un “profilo” della tua azienda. Una strategia GEO moderna include quindi la necessità di assicurarsi che le menzioni del brand sul web siano positive e coerenti.
Il nuovo funnel di vendita: dall’awareness alla citazione
Il funnel tradizionale (Consapevolezza > Interesse > Desiderio > Azione) si sta trasformando in un modello più fluido dove la fase di “Interesse” è gestita quasi interamente dall’assistente AI dell’utente.
- Fase di Scoperta: l’utente chiede all’AI quali soluzioni esistono per il suo problema.
- Fase di Validazione: l’utente chiede all’AI se la tua azienda è affidabile e quali sono i tuoi punti di forza.
- Fase di Conversione: l’utente arriva sul tuo sito solo dopo che l’AI lo ha convinto che sei il partner giusto.
Questo significa che il tuo sito web non deve più solo “attrarre traffico”, ma deve agire come il database definitivo della tua competenza, pronto per essere interrogato dalle macchine.
Conclusioni: essere pronti per il futuro del Search
La Generative Engine Optimization non è una moda passeggera, ma l’evoluzione naturale della comunicazione digitale in un mondo dominato dai dati. Per le aziende B2B, rappresenta un’opportunità senza precedenti: quella di scalzare competitor più grandi ma meno agili nel comunicare la propria competenza tecnica.
Passare da una logica di “volume di ricerca” a una logica di “valore della risposta” è la chiave. Investire oggi in contenuti strutturati, hub tematici e una reputazione digitale solida significa assicurarsi che, quando un potenziale cliente chiederà all’intelligenza artificiale “Chi è il miglior partner per questo progetto?” la risposta sia il nome della tua azienda. Noi di AM Partners ti aiutiamo a renderlo possibile. Contattaci.
FONTI
- Cornell University (arXiv): “GEO: Generative Engine Optimization”
- Google Search Central
- Gartner Research: report sulle previsioni del Search Marketing 2024-2026
- OpenAI Documentation: Linee guida sul funzionamento di GPT-4o with Browsing
- Perplexity AI Blog: Analisi del sistema di “Source Attribution”



